Archivio per la categoria 'filosofia'

04
apr
11

Inciuci? No, grazie!

Viviana da Bologna ci spiega brillantemente perché gli inciuci non servono a raggiungere i propri obiettivi, ma solo a “stare a galla” nel gioco del potere (o nel “teatrino della politica”)

02
nov
10

Ammazza il nonno, così aumenta il Pil

Ve lo spiega Ascanio Celestini con un video!

29
set
10

“Book”, la nuova rivoluzione

http://www.youtube.com/watch?v=nsravNklRes

Più che una nuova invenzione, è la revisione di una precedente e potentissima tecnologia, la quale purtroppo (come spesso accade) non è stata adeguatamente sfruttata in tutte le sue possibilità.

Comunque, è comodissimo, si porta ovunque, niente cavi nè circuiti nè batteria, 100% riciclabile, niente tempi morti di caricamento e scaricamento…

19
set
10

La Padania è un’invenzione

“Miglio vuol dire tutto - ha aggiunto Maroni – è stato l’inventore delle tre macroregioni e quindi anche della padania”

12
set
10

Occhio non vede, terra non trema?

Il direttore dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia pensa a oscurare il sito e tutti i dati relativi agli eventi sismici in Italia. “Vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno né in cielo né in terra”. Bertolaso aveva parlato di “profeti di sventura”

Questa grandiosa idea era venuta fuori in seguito al nervosismo causato dalla recente serie di piccoli terremoti (ancora) nei dintorni de l’Aquila

05
set
10

Dove sono i cittadini?

Se lo chiede anche Grillo in questo suo articolo. Fino a che i cittadini continueranno a tenere la testa bassa per difendere quello che resta del loro orticello, Loro continueranno a fare i fatti Loro, fino ad impadronirsi anche dell’ultimo orticello.
Qualcuno intanto ha invece deciso di dare battaglia, nel suo piccolo, e si è unito ai gruppi locali del Movimento Cinque Stelle per portare consapevolezza tra le persone. Dai una mano anche tu!

Ieri camminavo in spiaggia tra le persone. Qualcuna mi riconosceva e mi faceva una domanda che era poi sempre la stessa: “Cosa succederà dell’Italia? Come ne usciremo? Cosa si può fare?

E ho cominciato a interrogarli chiedendo come avrebbero cambiato le cose. Le risposte erano sempre al condizionale: “Farei, direi, progetterei…“. Alla mia domanda sul perché non “Fate, dite, progettate ora?” e passassero all’indicativo presente, le facce cambiavano espressione, gli sguardi si facevano più sfuggenti ed emergeva una lieve irritazione contenuta, come a rimproverarmi di uno sgarbo. La moglie di un medico ospedaliero mi ha spiegato che suo marito non può mettersi contro il sistema, lo distruggerebbero, lo stesso ha detto un impiegato statale, un commesso di un grande magazzino, un vigile urbano.

Non vogliono correre il rischio di perdere il poco o molto che hanno. E questo li inchioda al muro come uno spillone con una farfalla.

Li capisco, ma fino a quando la maggioranza degli italiani ragionerà così non ci saranno cambiamenti radicali. La responsabilità individuale si ferma di fronte al proprio benessere, ma senza responsabilità individuale, senza il coraggio della denuncia, dell’esporsi in prima persona non c’è un progetto di società. Gli italiani sentono il rumore della cascata, sanno di essere su una barca piena di buchi, ma finché non precipiteranno nelle rapide, in molti rimarranno a guardare.
Leo Longanesi disse che gli italiani accorrono in soccorso del vincitore, ma per quello che ci aspetta, il default sociale e economico, non ci saranno vincitori, ma solo vinti. Di chi accorreremo in soccorso?

18
ott
09

Il libero mercato secondo convenienza

Volevo dire la mia sulla “guerra della benzina” qui a Castelfranco, ma non trovato le parole giuste.Le ha trovate per me Matteo Vincenti, che sul blog UnCastellanoMiDisse così scrisse (come al solito pubblico un estratto e vi invito a leggerlo tutto):


Scioperare contro la concorrenza? Un paradosso

“La protesta non è sicuramente finalizzata nei riguardi della gestione dell’impianto dei Giardini del Sole – chiariva l’associazione dei gestori – ma contro le compagnie petrolifere che gonfiano i prezzi dei carburanti a danno dei gestori e dei loro clienti”

Talvolta dire la cosa giusta non basta, bisogna dirla quando è il momento.

Tutto inizia a gennaio 2007, con il decreto Bersani. Stiamo attenti alla tempistica, per favore: due anni fa.

Hai anche ragione, guarda, ma com’è che la scegli solo adesso, la linea dura? I prezzi del carburante sono un problema da un bel po’

Sono con te quando dici “basta al caro benzina delle compagnie petrolifere”. Però lo dici quando ci rimetti tu, non io.

Che strano: hai notato che si invocano le armi pari sempre quando non si ha più in mano il manico del coltello?

Noi siamo solo quelli che te la pagavano, non so se ti ricordi.

Devono avere imparato da Confindustria, dove quando le cose vanno bene posso dicono di poter fare quello che vogliono perché c’è il libero mercato, quando c’è crisi invece deve intervenire lo stato…

Nuove misure subito, già a settembre, altrimenti il paese dovrà attraversare un “autunno davvero difficile”.

14
set
09

Abbiamo bisongno di intelligenza, non di energia

Video di Beppe Grillo dal tour Delirio, sulle centrali nucleari, loro utilità e rendimento, anche economico. Mi ricorda il discorso di Montanari (Decrescita Felice) sull’energia, che diceva più o meno così: immaginiamo che la fonte energetica sia una piscina, e l’energia sia l’acqua, che noi preleviamo, trasportiamo e usiamo con un secchio. Però il secchio che stiamo usando è bucato, e la maggior parte dell’acqua (che qui simboleggia l’energia) viene dispersa. Allora cosa è meglio, avere una piscina più grande da cui prelevare più energia che viene comunque sprecata, oppure tappare i buchi del secchio in modo da non sprecarla?

04
apr
09

Privati e massimo profitto

Una cosa che mi ha colpito del video appena linkato è la frase secondo cui i privati “tendono … al massimo profitto”. E’ una frase che ricorre spesso nelle discussioni economiche più varie, che ogni volta accettiamo supinamente, che oramai sembra tra i dogmi accettati.
Ma perché?
Forse perché se ripeti abbastanza volte una cosa, diventa una verità? (Frase attribuita a Himmler o a Lenin).
In realtà, il privato non ha nessun “dovere” di inseguire il “massimo” profitto, dovrebbe ottenere solo il giusto profitto, quello che serve per continuare l’attività e poter fare degli investimenti per migliorarla, più il suo giusto compenso per il lavoro.
Invece, l’ideologia del massimo profitto ci ha portato ai risultati attuali, ad avere mostruose multinazionali (ma anche aziende più piccole) disposte a distruggere l’economia stessa che le alimenta pur di aumentare la propria fetta di mercato, a falsificare la realtà, a comprare politici e controllori,
ad uccidere persone e a distruggere l’ambiente per massimizzare i profitti.
Vi sembra giusto questo?
Pensateci la prossima volta che sentite la frase “massimizzare il profitto”.

26
dic
08

Software libero e proprietario

Visto che mi è venuta discretamente bene, pubblico questa mia “lettera aperta” sul software:

Se proprio devi “craccare”, o comunque non rispettare la licenza, del software proprietario, almeno fallo con Windows. Questo ti farà risparmiare sull’acquisto di video games e altri perdi-tempo, in quanto sarai impegnato a difenderti da virus/intrusioni/worm/trojan ecc. ecc. :-)
Pagare un software per poi non rispettarne la licenza [anche se la licenza dei software commerciali è scandalosamente prevaricatrice e ingiusta] è comunque almeno “maleducazione”, se proprio vuoi delinquere dovresti, coerentemente, scaricarti una copia pirata “a gratis” in uno dei vari siti che offrono questo servizio.
Il mio modesto parere è che, volendo (eventualmente) nel nostro piccolo combattere le angherie delle multinazionali del software, è meglio fornire l’alternativa libera e gratuita, e che ti consente oltretutto di poter sapere cosa sta facendo il tuo pc, se sta obbedendo a te o alla multinazionale straniera che ha creato il software.

Infine, questa bella e utile massima che ho trovato sul sito di Arcipelago SCEC http://www.arcipelagoscec.org/

“Non cambierai mai le cose combattendo la realta’ esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realta’ obsoleta” - Buckminster Fuller

25
dic
08

Buon Natale 2009

Nell’Era del Marketing, la pubblicità ci continua a martellare (non-dico-cosa) con il motivetto “a Natale si può dare/amare di più”.
Non è vero!
Bisogna dare e amare di più tutti gli altri giorni, così avremo un mondo migliore e a Natale potremo semplicemente festeggiare per questo.
Smettiamola quindi con l’avidità, la sopraffazione, la competizione, la corsa verso il consumismo di cose non necessarie, che consuma anche il pianeta su cui viviamo.
Troviamo più tempo per gli amici ed i buoni parenti.
Evitiamo si sgomitare lo sconosciuto a fianco per ottenere un momentaneo (e illusorio) vantaggio, e rivolgiamo piuttosto la nostra aggressività verso chi ci ha messo in questa situazione di tutti contro tutti, obbligandoci a competere per le briciole quando loro si mangiano la torta (ed il primo, il secondo, la frutta…)
I bufali divisi vengono mangiati, ma in gruppo fanno fuggire i leoni. http://it.youtube.com/watch?v=LU8DDYz68kM&NR=1
Buon Santo Stefano.
Christian

18
dic
08

Ascoltiamolo

http://it.youtube.com/watch?v=-XagZt80bTs

12
dic
08

ASCANIO CELESTINI docet

http://it.youtube.com/watch?v=aFVyVHVUCWw

09
dic
08

Carità cristiana, per molti ma non per tutti

… anche se predicano l’amore universale…
Cercavo l’ispirazione per comunicare il mio sdegno di fronte all’opposizione della chiesa nei riguardi della depenalizzazione dell’omosessualità e delle ridicole scuse che ha addotto per giustificare la sua decisione.
Direi che un’immagine (o vignetta) vale più di mille parole!
Dov’era questo rigore quando si parlava di pedofilia nel clero?
Inserisci link

08
dic
08

E a proposito di consumismo…

http://www.decrescitafelice.it/?p=386#more-386

eccessi di follia come quello di Valley Stream, (…) inducono a riflettere su quanto in profondità l’imperativo del consumo per il consumo abbia ormai penetrato la nostra società, trasformandoci in individui disumanizzati che ambiscono unicamente ad interpretare il ruolo di tubi digerenti della produzione industriale. Merci che per un sempre crescente numero di persone rappresentano ormai un vero e proprio surrogato dei sentimenti e delle emozioni, un rifugio sicuro all’interno del quale esorcizzare la mancanza di punti di riferimento esistenziali, la superficialità dei contatti umani, il vuoto assoluto di un viversi in modo esclusivamente materialistico, l’incapacità di trovare un senso all’interno di vite che non riescono a correre in profondità

E a proposito di PIL, guardatevi questo video di Bob Kennedy.

Il PIL dice tutto dell’economia, ma niente di quello che rende la vita degna di essere vissuta

08
dic
08

Economia irresponsabile

Ma ora ci troviamo di fronte all’esigenza di ristrutturare l’intero sistema economico. Dobbiamo costringere il mercato a dire la verità sulla questione ambientale.

Per decine di anni noi ambientalisti abbiamo parlato di salvare di pianeta. Ora parliamo di salvare la civiltà stessa.

L’alternativa allo sviluppo sostenibile è lo sviluppo insostenibile

Queste sono solo alcune frasi scelte dall’intervista a Lester Brown che si trova sul sito di Beppe Grillo. Colgo questo spunto per una riflessione: dobbiamo renderci conto che l’economia attuale basata sull’aumento del PIL, necessaria per pagare il signoraggio ed il debito pubblico, non è più sostenibile perché stiamo già consumando più risorse di quelle che la Terra ci può dare.
Inoltre il PIL misura solo la ricchezza prodotta, non i sacrifici (anche di vite umane) per produrla.
L’unica strada per evitare di fare la fine dei dinosauri è la decrescita.

La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione

non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso

desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere

La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.

Cominciamo a riflettere su questo, e a far riflettere gli altri. Questa economia drogata ci rende schiavi, ed è la chiave e lo scopo del nuovo ordine mondiale. Boicottiamo loro, le loro idee, e salviamo il pianeta!
Questa crisi ha dimostrato, e sta dimostrando, che le corporations più sono grandi più sono fragili; smettendo di “consumare ciecamente”, riflettendo sulle nostre vere necessità e pensando di più al riuso ed al riciclo, di fatto tagliamo le gambe alle multinazionali che sostengono le banche che a loro volta possiedono i politici che fanno le leggi per mantenere lo status quo e introdurre piano piano il
nuovo ordine mondiale.

19
set
08

Umani e non

http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html
Non trovo le parole per commentare l’accaduto, ma mi vengono delle domande.
Se il mondo fa così schifo, non sarà perché di gentaglia così ce n’è più di qualcuno in giro?
Ma a questi individui non viene il dubbio, che anche loro stessi vivrebbero meglio se si comportassero da esseri umani?
Su questo pianetino siamo in più di sei miliardi e mezzo, non possiamo fregarcene l’uno dell’altro!!
Anzi, continuando a prevaricare gli uni sugli altri, si fa la fine dei polli di Renzo, quello dei Promessi Sposi, che si beccano tra di loro invece di beccare la mano che li tiene prigionieri, e li sta portando alla morte.

09
apr
08

Dietrologia al quadrato: Icke visto da dietro

http://www.disinformazione.it/occultamento_icke.htm
Ovvero, in estrema sintesi: Icke dice la verità in modo da infangarla e renderla inutilizzabile. E’ una tesi interessante, come si suol dire “c’è sempre qualcosa dietro”…
“trust nobody – deny everything” era il motto dei televisivi X-files.

23
feb
08

Economia e informazione

Nella mailing list di Centrofondi, il sig. Claudio Proietti ha inviato questa “barzelletta”:
“Due economisti si trovano perduti nel deserto. Uno dei due dice all’altro “Non sappiamo dove siamo e non abbiamo più acqua, cosa dobbiamo fare?” L’altro risponde “non ti preoccupare, la mancanza di acqua creerà una domanda e sicuramente il mercato genererà un’offerta”
Divertente, vero? Peccato che non sia proprio una barzelletta. Fateci caso, ma quando certi sedicenti economisti, o commentatori economici, o imprenditori, parlano del “Mercato” quasi come fosse una divinità, un potere supremo e benevolo che mette tutte le cose a posto automaticamente, fanno esattamente come il secondo protagonista di questa battuta.
Inoltre, le leggi economiche del mercato funzionerebbero meglio se non fossero continuamente distorte e travisate in favore di qualcuno. Ma a questo punto il discorso diventa lungo…

09
feb
08

Video

http://www.youtube.com/watch?v=LVzW-9Z01ao
Non ho capito questo chi è, ma trovate 5 minuti (e 24 secondi) da dedicare a questo video.

P.S.: si tratta di Silvano Agosti, qui il link a Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Silvano_Agosti




 

maggio: 2012
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