Archivio per la categoria 'economia'

05
gen
12

Fallimento Europa

Un altro mirabile scritto di Alberto Roccatano, riportato dal sito di Nexus.

Qui trovate il file .pdf dell’intero articolo.


Il governo mondiale è già più forte sia che l’UE divori i suoi componenti, sia che i suoi componenti sfascino l’UE.

Questo è un micro-saggio che ha cercato di mettere insieme una grande mole di informazioni perché, chi vuole comprendere che cosa stia accadendo di così grave in Italia, in Europa, nel mondo, le possa utilizzare per formarsi una sua opinione.

Ecco dunque i paragrafi attraverso i quali si è sviluppato questo corposo lavoro di ricerca.
 

  • Un ferma-immagine surreale
  • La “spreadite”, le dimissioni, la liberazione e il brindisellum
  • Chi ha voluto il governo Monti Napolitano Bce
  • Ma che governo è
  • Piangere per rimanere nell’Euro
  • Chi ha spinto l’Italia in questo Euro-disastro
  • Euroavvantaggiati, Europeisti, Euroillusi, Euroscettici, Eurofurbi
  • Alla Germania non serve più l’Euro
  • Per non affogare all’Italia serve la Lira
  • Non è l’Europa dei popoli
  • È tempo di ammettere che l’Euro è fallito
  • Lettera agli arrabiatindignati
29
dic
11

Follia economica

Ancora dal Blog di Beppe Grillo, un post sulla follia dell’economia moderna, che ci porta ad usare più risorse di quelle che la Terra (tutto il pianeta!!!) può fornire.

Il valore di ogni cosa presente sul pianeta Terra non supera il 10% del denaro, dei titoli mobiliari e dei valori immobiliari. In altri termini il 90% della presunta ricchezza non esiste.

La crescita è la soluzione, dicono i guidatori, e premono l’acceleratore. Nessun organismo in natura cresce per sempre.

Nell’estate di quest’anno l’umanità aveva già utilizzato tutte le risorse rinnovabili prodotte dalla Terra.

06
dic
11

Concorrenza e cartelli

Interessantissimo articolo di Stampalibera che parla di uno studio sulla “rete di controllo” delle multinazionali, i cui padroni sono sempre gli stessi. Alla faccia di quanti si sciacquano la bocca con parole come “concorrenza”, “libero mercato” e simili chimere! Si rivela essere solo una grande rete per qualche miliardo di pesci …a due gambe.

La rete di controllo delle società multinazionali influenza la concorrenza del mercato oltre alla stabilità finanziaria a livello globale. Ricercatori in Svizzera hanno studiato l’architettura della rete internazionale di proprietà

i ricercatori [...] hanno identificato un piccolo gruppo di aziende che hanno un potere sproporzionato sull’economia mondiale.

In media, ogni società era legata a 20 altre.

Hanno anche scoperto che appena 147 società controllano il 40% della ricchezza

29
nov
11

BTP day, le reazioni

Dopo la famosa pagina di quotidiano che invitava gli italiani a comprare i BTP per “salvare la patria”, è la [mezza pagina di] risposta fatta pubblicare dal blog Mercato Libero. Trovate qui il testo e qui l’articolo di Felice Capretta che ne parla.

12
ott
11

I dimenticati

 

Dal blog di Beppe Grillo:

 

In Italia sopravvivono gli uomini dimenticati. Quelli che si trovano in una zona grigia, come i loro capelli. Tra i 50 e i 60 anni e qualcuno di più, senza pensione, senza lavoro, senza la speranza di un’occupazione

 

Persone come questa:

 

Senza lavoro, diabetico, con uno sfratto alla spalle e a qualche anno dalla pensione non vuole rubare…
Cerca risposte dalle istituzioni che per ora non arrivano… 


12
ott
11

Scenario futuribile?

“Crisi economica: una demolizione controllata” è un articolo molto interessante che propone un possibile scenario futuro in cui l’economia mondiale viene fatta crollare. Da leggere e …sperare che si sbagli.

12
ott
11

Libertà di parola?

Anche la libertà di parola non esiste più, anch’essa come altre libertà appartiene al passato, ed è stata accaparrata da chi ha i soldi ed il potere. Ecco un esempio:

Decisione senza precedenti del tribunale di Padova: centinaia di domini bloccati solo perché utilizzavano il nome dell’azienda. Il sequestro preventivo per contraffazione, ma molti non vendevano nulla.

08
ott
11

Informazione Scorretta: Tutto a 1 euro: Dexia. O la biografia di una banca…

Informazione Scorretta: Tutto a 1 euro: Dexia. O la biografia di una banca…: Addio Dexia, 4 anni fa valeva quasi 25 euro. Si vede bene il rimbalzo del gatto morto? Qui il grafico a 2 anni e questo a 1 anno..

Più che biografia, la chiamerei autopsia…

27
lug
11

Il costo della vita e la propaganda di stato

“La benzina costa più del latte”, un’amara riflessione.

Presto, dice il ministro, le bollette, ora dell’Acea, ma domani anche di altre utility, cioè di altri servizi, recheranno stampato niente meno che il numero telefonico diretto di “Linea Amica”.

Dar da “mangiare” all’auto costa più che nutrire la gente in carne e ossa. Ma questo è appunto un mondo “immaginario”, il mondo dove l’inflazione sta toccando il tre per cento di media e dove l’aumento dei costi al consumo dei generi alimentari, pur correndo, non tiene il passo dell’aumento dei carburanti. Eccola la coincidenza: da una parte la vita “più facile e meno costosa” illustrata e goduta in conferenza stampa, dall’altra la benzina che costa più del latte, la vita che costa ogni giorno di più, ma solo quando la vivi davvero. Coincidenze, coincidenza dei due annunci: qual è la vita vera?

24
lug
11

Scoperto un nuovo blog

Che notiziona, diranno i miei 3 lettori. E magari un blog che parla di economia! 

Indovinato! 

L’ennesimo blog economico, ho trovato il link nella mailing list di Centrofondi e l’ho trovato interessante, quindi ho deciso di segnalarlo.

Un articolo sulla manovra ”ad orologeria” di Tremonti, ed uno sulle “gioie” e i trucchi del capitalismo. Si, proprio quella cosa magica che dovrebbe garantire prosperità a tutti :-)

17
mar
11

Federalismo: quando il progresso si infila per didietro

Qui c’è un interessante articolo (vedi anche link allo studio relativo) che mostra come con il federalismo i Comuni saranno, per la maggior parte dei casi, impoveriti.

È ancora il senatore democratico veneziano, Marco Stradiotto, a fornire i dati del “federalismo municipale” riguardanti i singoli comuni del Veneto. Già membro della commissione bicamerale sul federalismo, da mesi ormai fornisce elaborazioni e proiezioni fin’ora mai smentite.
Lo studio di Stradiotto dimostra che oltre il 95% dei Comuni Veneti dovranno attingere dal fondo perequativo per assicurarsi almeno le stesse entrate del 2010.
17
mar
11

ENEL fa rima con onestà

Fa talmente tanto rima che, anche se oggi è festa nazionale stabilita con apposito decreto, il contatore segnala F1, cioè tariffa ore di punta!!

20
feb
11

Rendimenti % annuali

  • Cotone +151,8% (annuale!!)
  • Palladio +91,8
  • Caffè +87,4
  • Grano +85,4
  • Farina +76,2
Ecco perché le sommosse in Medio Oriente e Africa, è l’inizio della fase di “dislocazione mondiale” previsto da GEAB già un paio di anni fa. Ecco un paio di link:

 

08
feb
11

Tolleranza zero

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/non-fatela-mangiare/90124/

Questa l’avevo già sentita per radio mentre rincasavo. Speravo in una bufala, in un errore. Poi la TV ha confermato, e sono comparsi vari articoli in Rete. Purtroppo è vero.
19
dic
10

Globalizzazione: perché? (Uccidi il nonno che aumenta il Pil, 2)

Ce lo spiega Eugenio Benetazzo qui.

per risolvere l’angosciante diminuzione dei profitti e degli utili aziendali in USA ed in Europa, causa un progressivo ed inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione unito ad una decadente natalità dei nuclei familiari.

Le grandi multinazionali vedranno infatti costantemente contrarsi sia i fatturati che i livelli di profitto in quanto ormai quasi tutti i mercati occidentali sono maturi, saturi o addirittura in declino

Tra quindici anni … gli over sessanta, rappresenteranno una quota sempre più consistente delle popolazioni occidentali (in Italia saranno stimati quasi al 40%). Una persona anziana purtroppo non rappresenta il clichè del consumatore ideale, infatti contribuisce marginalmente poco al livello dei consumi rispetto ad un trentenne

Se da una parte infatti diminuirà il livello dei consumi, dall’altra aumenterà invece il peso angosciante del welfare sociale

Chi ha concepito la globalizzazione ha pensato proprio a questo ovvero come salvaguardare i livelli di profitto aziendali (e magari anche come farli aumentare) a fronte di un mutamento epocale della geografia dei consumi mondiali.

In Asia, con in testa Cina ed India, il 75% della popolazione ha un’età inferiore ai trentanni

spostando letteralmente fabbriche e stabilimenti, che avrebbero consentito di far nascere con il tempo una nuova classe media borghese disposta a spendere per le mode e le tendenze di consumo del nuovo millennio.

16
dic
10

Soldi dal nulla – ma solo per Loro

L’articolo completo lo trovate qui.

Il debito pubblico statunitense, il novembre scorso ha superato, per la prima volta nella storia, i 12.000 miliardi di dollari.

Il debito cresce per la necessità da parte delle Istituzioni di tamponare le falle aperte da banche e finanza, privatizzando le ricchezze che, invece di essere utilizzate per scuola, sanità ed educazione, vengono regalate agli stessi soggetti, Wall Street e dintorni, colpevoli e artefici del disastro.

cioè la Banca Centrale americana, annuncia l’acquisto di 600 miliardi di dollari. Lo chiamano acquisto, purchase in termine tecnico, ma si deve leggere stampa

si arriva a un trilione e 800 miliardi di dollari. Una creazione di moneta che non ha precedenti nella storia di tutti i tempi”.

Dal 2008 in poi, però, il dragone ha iniziato progressivamente a defilarsi, arrivando l’anno scorso a possedere non più del 5%.

La crisi dell’euro è in realtà il risultato di una strategia preparata dal Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca per salvare l’economia statunitense

15
dic
10

Roma ladrona: il governo del fare

Il governo Berlusconi non si accontenta di incassare [lasciamo perdere per il momento il come] la fiducia, vuole anche i soldi! E infatti:

Aumenta la pressione del fisco in Italia: nel 2009 è salita al 43,5% del prodotto interno lordo, dal 43,3% del 2008.


sale dal quarto al terzo posto nella classifica dei Paesi dove maggiore è il peso delle entrate rispetto al prodotto interno lordo. Prima dell’Italia nel 2009 si collocano solo la Danimarca (48,2%) e la Svezia (46,4%).

15
dic
10

L’inganno dei banchieri

Mentre noi cerchiamo (qualcuno anche ci riesce) di sbarcare il lunario, una ristretta cerchia di 9 banchieri aggira i (vani? O volutamente vani?) tentatativi di controllo dei mercati riunendosi il terzo mercoledì del mese per commerciare in derivati e decidere “le sorti” dei mercati finanziari.
L’aveva già scritto il New York Times, l’ha ripreso anche la stampa italiana.

24
nov
10

Evviva il trasporto pubblico, ovvero della natura dei direttori generali

Un illuminante lettera di un lettore del blog di Beppe Grillo, che ci fa notare come a Pesaro viaggiare in autobus sia diventato più costoso che usare l’auto privata. Incredibile? Leggete anche Il Resto del Carlino.

Dopo la laurea, ho deciso di non lasciare la buona abitudine di muovermi con mezzi pubblici … quindi per recarmi al lavoro preferisco farmi 1 km a piedi ogni giorno e prendere l’autobus. Mi sento veramente bene, nell’autobus sono tranquillo, i rischi di incidente sono ridotti al minimo, sia per me che per la mia eventuale automobile, durante il viaggio ho occasione di leggere un libro o il giornale, di fare quattro chiacchiere col vicino di posto.

Ho fatto due conti ed ho scoperto che se acquistassi il biglietto due volte al giorno, per percorrere 20 km spenderei 3 euro

“La Regione Marche aveva deliberato, il 31 luglio, l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico e, appena espletate le questioni tecniche necessarie per applicare le nuove tariffe - precisa il direttore generale dell’Adriabus, ingegnere Massimo Benedetti - l’aumento è stato applicato anche nella nostra provincia. E’ un adeguamento normale ovvero naturale, dei titoli di viaggio, legato all’aumento dei costi delle materie prime e di quelli della gestione aziendale”.

Vorrei chiedere all’esimio Ingegnere, da quando gli aumenti sono “naturali”? Crescono forse su qualche pianta? Nascono da qualche uovo? Ci illumini, per favore.

23
nov
10

Il decennio perduto

Articolo dal blog di Grillo: http://www.beppegrillo.it/2010/11/il_decennio_perduto/index.html
Articolo originale in Spagnolo: http://www.elpais.com/articulo/primer/plano/decada/perdida/Italia/Portugal/elpepueconeg/20101024elpneglse_3/Tes

La crescita ha subito un infarto. Dal 2000, da una ricerca del quotidiano El Pais, su 180 nazioni solo Haiti ha fatto peggio dell’Italia. Tutto il mondo si è sviluppato più di noi tranne Haiti, uno dei Paesi più poveri, devastato da un terremoto apocalittico.Inserisci link

02
nov
10

Mistero della fede?

http://www.beppegrillo.it/2010/11/il_mistero_della_crescita_del_pil.html

Se l’auto rappresenta il 20% del PIL e la produzione italiana dipende pressoché interamente dalla FIAT che ha perso il 39,5% in ottobre, di quanto sta diminuendo (e non crescendo) il PIL in Italia? Prendiamo l’ipotesi peggiore, che le perdite della FIAT influiscano pari pari sul PIL. In questo caso il calcolo è il seguente: perdita del PIL = 39,5 x 20 : 100 = MENO 7,9%. A questa diminuzione vanno sommate tutte quelle industrie che hanno portato all’estero la produzione, dalla Bialetti all’Omsa. Eppure il PIL cresce. I conti non mi tornano. Mistero della Fede e di Tremorti.

02
nov
10

Ammazza il nonno, così aumenta il Pil

Ve lo spiega Ascanio Celestini con un video!

19
ott
10

Stavolta segnalo un post sul blog di un’amica, con un interessante esame della questione “acqua del sindaco/acqua in bottiglia”. Non riporto citazioni, leggetevelo tutto!

29
set
10

Il peggio è passato? Mi sa che no…

Ecco qualche passo di un articolo su Oggitreviso:

Boom della cassa integrazione straordinaria e dei licenziamenti collettivi

Sono quasi 17 milioni le ore di cassa integrazione autorizzate nei primi otto mesi del 2010, esattamente il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

cassa integrazione straordinaria: da 1 milione e 800 mila ore del periodo gennaio-agosto 2009 ai quasi 12 milioni dello stesso periodo dell’anno successivo.

05
set
10

La bancarotta della Terra

L’uomo sta consumando la Terra: ma cosa farà quando sarà finita?
http://www.beppegrillo.it/2010/08/la_bancarotta_della_terra.html

21
apr
10

Convegno del governo inglese sul peak oil

Nota: Peak oil=picco di produzione del petrolio, raggiunto il quale la produzione non può che abbassarsi con conseguente aumento del prezzo.
Più che il contenuto del convegno, il fatto interessante è …che si sia fatto il convegno! Riporto qualche frase dell’articolo comparso su ComeDonChisciotte:

4 le presentazioni, la prima delle quali ha riassunto la non consapevolezza dei governi sul peak e la necessità immediata di prendere provvedimenti.

La seconda presentazione ha esposto il punto di vista dell’industria petrolifera, secondo la quale il plateau è cominciato nel 2004. Dal 2005 è finita inoltre l’era del petrolio a basso prezzo

Qualcuno ha suggerito che non occorre prendere provvedimenti di sorta, visto che ci penserà il mercato a regolare la transizione attraverso il meccanismo del prezzo. Al che, qualcun altro ha saggiamente obiettato che se penserà a tutto il mercato, allora cosa ci sta a fare il governo?

- La data del peak è incerta, ma comunque inevitabile;
- C’è un alto rischio che i problemi si presentino nel giro di 3 o 4 anni




31
mar
10

Le nuove frontiere del mercato, 1: la terra

Awassa, Etiopia: una enorme serra di 20 ettari, in uno dei paesi più affamati al mondo.

1000 donne raccolgono e conservano 50 tonnellate di alimenti al giorno. Entro 24 ore si trasporteranno per 320 km a Addis Abeba e avranno volato in aereo per 1.600 km ai negozi e ristoranti a Dubai, Jiddah e altri luoghi del Medio Oriente

Ma l’Etipia è solo uno dei 20 paesi o più, africani neI qualI le terre si stanno comprando o cedendo per un’agricoltura intensiva su scala immensa

“Tutta la terra che circondava il villaggio della mia famiglia, Illia, è stata presa ed è svuotata. Adesso la gente deve lavorare per una compagnia indiana. La loro terra è stata presa con la forza e senza alcun compenso. La gente non può credere a quanto sta succedendo. Migliaia di persone ne saranno colpite e soffriranno la fame”.

cercano ovunque, nel Sudan, in Kenia, Nigeria, Tanzania, Malawi, Etiopia, Congo, Zambia, Madagascar, Zimbawe, Mali, Sierra Leone, Ghana e altri luoghi. Solo l’Etiopia ha approvato 815 progetti agricoli finanziati da stranieri dal 2007. La terra esistente che gli investitori non hanno potuto comprare si sta svendendo per un dollaro l’ettaro all’anno, all’incirca.

21
mar
10

E se lo dice lui, possiamo fidarci!

Qui la notizia Ansa: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/20/visualizza_new.html_1735639090.html

E’ da incoscienti che il destino dell’economia mondiale sia legato alle fortune di poche gigantesche banche’. Lo ha detto Ben Bernanke. Il presidente della Fed…

06
nov
09

Il gioco delle tre carte

Non è passato molto tempo, solo un paio di mesi dalla mirabolante dichiarazione rilasciata dal ministro Tremonti, riportate ad esempio da Il tempo:

Il messaggio del ministro è, comunque, chiaro: «la nostra formula è: non lasceremo indietro nessuno», dice, e poi sui mesi che verranno aggiunge: «non c’è nessuna preoccupazione per il periodo che abbiamo davanti, se ci sarà bisogno di soldi ci sono oltre quello che potete pensare». Alle parole Tremonti fa quindi seguire una serie di cifre…

Ora scopriamo che le risorse “oltre l’immaginazione” si ottengono semplicemente… fregandosi i soldi destinati ad altro. Come riporta Punto Informatico:

L’eliminazione del divario digitale italiano può, anzi, deve aspettare, “perché il governo ha cambiato l’ordine delle priorità”. Lo ha dichiarato il il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta

Servono soldi per mantenere i lavoratori in cassa integrazione, per incentivare le aziende: ciò che preme all’esecutivo italiano è il rilancio dell’economia, per il quale 800 milioni di euro potrebbero rivelarsi utili.

06
ott
09

Voci Vs. Dollaro 1-0

Da “Il sole 24 ore“:

A mettere sotto pressione il biglietto verde ha contribuito un articolo pubblicato dall’Independent dal titolo emblematico: «Il crollo del dollaro». Secondo il quotidiano britannico Cina, Russia, Francia e Giappone, insieme a una serie di paesi arabi starebbero trattando per sostituire il dollaro come moneta di riferimento nel commercio di petrolio.

La notizia è stata smentita dal governatore della Banca centrale dell’Arabia Saudita Muhammad al-Jasser e dal ministro dell’Energia del Kuwait e dal vice ministro russo delle Finanze Dimitri Pankin. Ma l’impatto sul mercato valutario si è fatto sentire.

20
set
09

DRM batte copia privata

La decisione del Tribunale di Milano

La copia privata è un diritto dell’utente tutelato dalla legge italiana, al cittadino è consentito operare una copia di backup dei prodotti che acquista regolarmente. Ma non è un diritto che si possa esercitare in ogni occasione: se l’unica arma che l’industria dei contenuti può imbracciare per contenere la pirateria è impedire qualsiasi tipo di riproduzione, l’utente si trova costretto a rinunciare al proprio diritto alla copia privata.

In pratica, i diritti delle multinazionali sono anteposti a quelli dei cittadini. Bello, no?

08
set
09

Google translate???

traduzione??

traduzione??

Non avrei mai immaginato che Suzuki Splash volesse dire Nissan Micra…

17
lug
09

L’impero colpisce ancora

Lo segnala perfino “Il sole 24 ore“:

Semaforo rosso da Bankitalia al social lending, lo scambio di denaro online sottoforma di piccoli prestiti che in Italia ha già visto l’adesione di 40mila persone, tra prestatori e prenditori. A oltre un anno dal lancio, venerdì Palazzo Koch ha deciso di «congelare» Zopa

08
lug
09

Quei “maledetti finanzieri” non vivono su Marte

Riprendo pari pari il titolo di un articolo, dal blog “La grande crisi”, che parla dei “colpevoli” della crisi. Da leggere e …rifletterci.

Il refrain che sentiamo ormai da mesi è: “La colpa è dei finanzieri! La colpa è dei Banchieri!”…(nella vulgata comune le due categorie sono quasi indistinte)
Sfatiamo questo luogo comune.
Sicuramente la colpa è ANCHE dei finanzieri ma sicuramente non è SOLO dei finanzieri.
I finanzieri sono stati un catalizzatore della crisi, un moltiplicatore della crisi, ma le cause e le responsabilità sono molto più complesse e diffuse.

Ebbene, le COLPE sono anche di altre tre categorie
Politici
Imprenditori
Cittadini comuni

06
lug
09

Crisi? Quale crisi?

Mi viene in mente questo titolo di un album dei Supertramp, quando penso a quell’ex-cabarettista-cantante che va in giro incitando all’ottimismo.
Senonché, la realtà come al solito supera la fantasia, quindi:

- il NY Times (noto organo comunista) pubblica la notizia sul nuovo record della disoccupazione al 9,5% (dato ufficiale, che come al solito [anche in Italia] è edulcorato), con un aumento dei licenziamenti rispetto al mese precedente.

“The numbers are indicative of a continued, very severe recession,” said Stuart G. Hoffman, chief economist at PNC Financial Services in Pittsburgh. “I numeri indicato una recessione continuata e molto severa”

- http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=751325

“Nuova ondata di fallimenti bancari negli Usa, dove sei banche dell’Illinois e una del Texas sono state poste sotto sequestro. Il totale dei crac bancari di quest’anno sale cosi’ a 52″

Faccio presente che siamo a metà anno…

Dal blog “La grande crisi” invece, apprendiamo che:

Dal 2000 al 2007 sono “saltate” 27 banche USA
Nel solo 2008 ne sono “saltate” 25
Nel 2009, fino ad oggi, ne sono “saltate” 52.
Negli ultimi 18 mesi di crisi le banche “saltate” sono 77.

E non dite che sono io ad essere pessimista…

22
apr
09

Riflessioni sulla crisi

Il dividendo trimestrale è stato negli ultimi lustri la variabile indipendente sulla quale si è basata tutta l’economia

ha prodotto due effetti: una fortissima redistribuzione del reddito a favore dei ceti che hanno potuto gestire l’attività finanziaria e decidere i propri prezzi …. e a sfavore dei produttori materiali dei beni

la crisi ha reso visibili i meccanismi di questa lunga fase di ristrutturazione gerarchica della società

c’è la scoperta ormai evidente della saturazione del pianeta

viene ri-nascosto il problema della sopravvivenza della specie, pur di evitare che il meccanismo della produzione senza fine e senza limite si inceppi

Appena l’economia mostrerà i primi, deboli segnali di ripresa, tutta la liquidità immessa in giro per il mondo potrebbe trasformarsi in un potentissimo detonatore per l’inflazione

i ceti meno abbienti non solo rischiano di subire le ripercussioni di un modello di sviluppo insostenibile, ma anche di pagare un’altra volta il costo della crisi con la perdita del loro
potere di acquisto.

L’articolo completo lo trovate su Megachip

20
apr
09

Il giallo dello spettro nero (…)

Da “Il Sole 24 Ore“:

Secondo il documento 16 delle 19 maggiori banche americane che hanno ricevuto aiuto da parte del Tesoro sarebbero già «tecnicamente insolventi»

Il problema è che se anche uno solo di questi 16 istituti di credito fallisse, lo stesso fondo di garanzia (Fdic) rischierebbe di collassare.

…le cinque maggiori banche che, secondo il documento, sono sottocapitalizzate in maniera estremamente grave

Cinque grosse banche americane avrebbero poi un esposizione in derivati preoccupante. Quella di Bank of America ad esempio, risulterebbe pari al 179% del suo «capitale di rischio». Peggio andrebbe a Citibank (278%), JpMorgan Chase (382%), Hsbc (550%). Ma soprattutto a Goldman Sachs, che … avrebbe investito in derivati una cifra pari a 10 volte il proprio capitale di rischio.

Il Tesoro Usa ha smentito seccamente le informazioni rimbalzate sul web
Ma lo stesso Turner Radio Natwork contesta la smentita

Per capire chi ha ragione bisognerà aspettare il 4 maggio, quando i risultati verranno ufficialmente resi pubblici.

Verranno resi pubblici? :-) In che modo?? :-) )

11
apr
09

Il conflitto di interessi non esiste

Il presidente del consiglio italiano è stato l’ultimo al mondo a riconoscere che c’è una crisi economica in corso; si è arreso solo all’ultimo, davanti alle estreme evidenze, senza peraltro esimersi dalle consuete “battutine e carinerie” come invitare i disoccupati a trovare qualcosa da fare, e invitare tutti a spendere come se niente fosse.
Casualmente, il suo gruppo è anche proprietario (sappiamo per quali vie traverse) della Mondadori, editrice di Panorama, che sfodera due iniziative che, oserei dire, nulla hanno a che fare con l’ottimismo ostentato solo e unicamente dal loro “capo supremo”, e anzi sfiorano lo “sciacallaggio mediatico”:
http://blog.panorama.it/iniziative/2009/03/27/panorama-sfida-la-crisi/
http://blog.panorama.it/iniziative/2009/04/02/panorama-sfida-la-crisi-2/
Il tutto spedito anche via mail (in data 27/03 e 03/04) a chi, anni fa, aveva avuto la disgraziata idea di iscriversi alla newsletter Mondadori.

11
apr
09

(Im)prenditori con i soldi degli altri: il caso Ferretti

Dal sito del Il sole 24 Ore:

la parola è leverage buy out. Si entra nel capitale di una società, ma per farlo ci si indebita e si scarica poi lo stesso debito sulla società acquisita che lo ripagherà con i suoi flussi di cassa.

È il caso di Ferretti Yacht, il leader mondiale degli yacht di lusso, alle prese in questi giorni con la rinegoziazione del debito con Mediobanca e Royal Bank of Scotland. ….
Eppure Ferretti era ed è un’azienda industrialmente solida. Leader in un mercato di gamma alta dove le fluttuazioni congiunturali sono meno evidenti che in altri settori

L’articolo intero, breve ma istruttivo, lo trova qui.

11
apr
09

I man(n)ag(g)er d’oro: una spiegazione

Da “Bamboccioni alla Riscossa” (http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=1269#more-1269) pubblico un breve estratto essenziale. Andatevi a leggere l’articolo, triste per il contenuto ma divertente per la forma, poi ditemi se vorrete ancora fare parte del “parco buoi”:

Partiamo dalla domanda. Che è semplice semplice. In molti – soprattutto negli Stati Uniti – hanno polemizzato su bonus e maxicompensi vari. Ma in pochi si sono chiesti: perchè gli azionisti che controllano una società accettano di concedere ai loro supermanager dei superstipendi con delle superbuonuscite?

In altre parole: i nuovi proprietari con una mano tirarono fuori i soldi per comprare Seat. E con l’altra se li ripresero, indebitando la società.

Risultato: “(…) tra super cedola e vendita del 12% del capitale del gruppo, (i fondi di private equity, ndA) in un anno avevano già recuperato l’ investimento iniziale e ora tutto quello che riusciranno a ricavare dalla futura valorizzazione di Seat sarà un profitto netto”, spiegava la giornalista di Repubblica.

04
apr
09

Privati e massimo profitto

Una cosa che mi ha colpito del video appena linkato è la frase secondo cui i privati “tendono … al massimo profitto”. E’ una frase che ricorre spesso nelle discussioni economiche più varie, che ogni volta accettiamo supinamente, che oramai sembra tra i dogmi accettati.
Ma perché?
Forse perché se ripeti abbastanza volte una cosa, diventa una verità? (Frase attribuita a Himmler o a Lenin).
In realtà, il privato non ha nessun “dovere” di inseguire il “massimo” profitto, dovrebbe ottenere solo il giusto profitto, quello che serve per continuare l’attività e poter fare degli investimenti per migliorarla, più il suo giusto compenso per il lavoro.
Invece, l’ideologia del massimo profitto ci ha portato ai risultati attuali, ad avere mostruose multinazionali (ma anche aziende più piccole) disposte a distruggere l’economia stessa che le alimenta pur di aumentare la propria fetta di mercato, a falsificare la realtà, a comprare politici e controllori,
ad uccidere persone e a distruggere l’ambiente per massimizzare i profitti.
Vi sembra giusto questo?
Pensateci la prossima volta che sentite la frase “massimizzare il profitto”.

04
apr
09

Banche o bande?

http://www.youtube.com/watch?v=34AAvsL_bE4
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=176
http://www.movisol.org/draghi3.htm
Un video interessante con un avvocato, amico di Beppe Grillo, che fa un bella panoramica del sistema bancario italiano.
Dalle privatizzazioni del 1992 (vedansi i due collegamenti), dopo Amato “casualmente” si sono succeduti al governo e alla presidenza della Repubblica ex-governatori o dirigenti della Banca d’Italia.
Notevole l’osservazione che le banche italiane, mentre piazzavano i “tango bond” ai loro clienti, sapevano benissimo cosa vendevano in quanto le banche argentine erano di loro proprietà.
Bello anche notare la carriera fatta dall’inventore di quel prodotto “finto CCT”, arrivato poi fino alla Deutsche Bank; quando si tratta di soldi anche i tedeschi “fanno all’italiana”.

22
mar
09

Genius Seculi

Un’altra facile lezione sul signoraggio, l’inflazione, la riserva frazionaria; spiegazione dell’equazione denaro=debito debito=schiavitù di fatto.
http://video.google.it/videoplay?docid=6561068664203649137

13
gen
09

Bernanke (Fed) dice che lo “stimolo” potrebbe non bastare

In questo articolo su il Sole 24 Ore, che a sua volta cita Bloomberg, il presidente della banca centrale USA dice che “è improbabile che le azioni fiscali promuovano un recupero duraturo, senza che siano accompagnate da forti misure di stabilizzazione e rinforzo del sistema finanziario” “si potrebbero rendere necessarie altre iniezioni di capitali e garanzie per assicurare stabilità e la normalizzazione dei mercati del credito”.

“Fiscal actions are unlikely to promote a lasting recovery unless they are accompanied by strong measures to further stabilize and strengthen the financial system,” Bernanke said in a speech today at the London School of Economics. “More capital injections and guarantees may become necessary to ensure stability and the normalization of credit markets.”
Gli amici banchieri hanno ancora fame, a quanto pare.

http://www.money24.ilsole24ore.com/azioni/analisi-e-news/tutte-le-news/top-news-bloomberg/top-news-bloomberg.php?trackThisPage=trackThisPage&FILE_XML=nBLW_13.01.2009_10.14.11_1&Profile=m24user&title=&uuid=&DocRulesView=Libero&type=borsa&channel=M24&refresh_ce=

13
gen
09

Ah, l’italia!

Sono felice di vivere in Italia, ma mi vergogno di essere italiano. Ecco il perché della “i” minuscola. Minuscola come certa gente che prima vuole che l’Alitalia resti la compagnia di bandiera, in mano agli italiani; e poi la vende con lo sconto agli stessi stranieri, che inizialmente avevano offerto molto di più per comprarla per intero e licenziando un sacco di persone in meno.
E la differenza di costo, nonché gli ammortizzatori sociali dei maggiori esuberi, nonché i debiti della “bad company”, li paghiamo noi italiani e italioti. Anche chi mai e poi mai si sarebbe sognato di votarla, certa gente.
Grazie, compatrioti!

http://www.beppegrillo.it/2009/01/air_france/index.html#comments

07
gen
09

Sono finiti i soldi?

Asta flop per i bond tedeschi” titola “Il sole 24 ore”.
Fin che vanno deserte le aste dei BTP italiani, è abbastanza preoccupante per noi italiani.
Ma se vanno deserte quelle dei “bund”, vuol proprio dire che non c’è né più per nessuno.
Oioioioi…

25
dic
08

Il buon Natale delle Corporations

http://www.gocomics.com/nonsequitur/2008/12/25/

22
dic
08

Boicottiamoli tutti!

Qualche giorno fa l’amico Loris, mentre parlavamo al telefono di cose varie e frivolezze, mi ha segnalato questo sito di Paolo Barnard.
Molto interessante il suo articolo “Per un mondo migliore” in cui propone delle riflessioni certamente influenzate dalla sua inclinazione politica, ma che trovo (molto) ampiamente condivisibili.

15
dic
08

Economia in crisi globale? E se fosse una truffa globale?

Un altro bell’articolo di Alberto Roccatano con tante cose da imparare e su cui riflettere.

Un sistema economico, dunque, è sovrastrutturale e alterativo del rapporto uomo -natura ed ha come scopo la ricchezza

Nel passato, i popoli “civili” impararono presto la comodità dell’economia schiavistica. Impararono ad utilizzare il lavoro dei servi e degli schiavi come fonte energetica.

Farà la sua grande apparizione, moderna, il denaro e le società mercantili e mercanteggianti cercheranno di trasformarsi in Stati.

L’interesse della collettività travalica l’interesse del singolo che vuole provvedere ai propri bisogni direttamente, senza intermediari, quanto a cibo, acqua, energia e riparo.
L’interesse del capitale travalica l’interesse del singolo che vuole provvedere ai propri bisogni direttamente, senza intermediari, quanto a cibo, acqua, energia e riparo

Creare bisogni è il principio dell’economia del profitto. Gli esseri umani vanno convinti di avere bisogni di ogni tipo, solo allora diverranno la strada asfaltata degli schiacciasassi del profitto.

Ecco perché il mondo è piatto: perché si è appiattito sul modello culturale USAense; perché la tecnologia controllata dalle multinazionali USAensi ha conquistato il mondo della produzione e della distribuzione di beni dei quali le stesse multinazionali hanno la proprietà del brevetto

Perfino le sementi sono state brevettate e per utilizzarle bisogna pagare i proprietari dei brevetti.

Le garanzie sociali non scritte che avvolgevano e condizionavano il mondo del lavoro si sono dissolte. Ora il profitto non ha più freni di sorta e ha intenzione di usare bene l’effetto sorpresa di questa strana crisi

L’abolizione della schiavitù furono quindi i repubblicani a volerla anche se prevalentemente per motivi di opportunità economica. È meglio uno schiavo liberato che lavori volentieri per te, che uno schiavo costretto, malvolentieri, a lavorare per te.

Si parla ormai di infezione virale dell’intero sistema creditizio dell’occidente. Il virus viene dagli USA le cui banche hanno divorato i mutui ipotecari basati su un valore fuori mercato degli immobili.

I licenziamenti che sono appena iniziati, [...] già si configurano come la prossima emergenza mondiale
anzi sono proprio i licenziamenti la spia che la crisi ha profonde radici nell’economia reale; esattamente quello che i governi occidentali si sforzano, per ora, di negare.

L’economia reale è stata letteralmente drogata

il denaro proveniente dalla corruzione che è parte inscindibile del profitto e struttura portante dell’artificiosa economia

perché proprio non riesco ad immaginarmeli i sacerdoti del profitto bancario riempirsi l’intestino di vermi affamati.

tu non sei autonomo, come invece dovresti essere, e come erroneamente pensavi di essere, per quanto riguarda le tue necessità di cibo, acqua, energia, riparo. Questo è il risultato finale delle rivoluzioni economiche che, fino ad ora, sono state proposte all’umanità.

Questa crisi, che a tutti i costi vuole essere globale, ha lo scopo non solo di mantenere l’attuale impedimento all’autonomia di ognuno dei singoli che formano i popoli, ma vuole costruire una definitiva prigione mondiale, non permettendo più a nessuno di poter fare quello che vuole.

I popoli potrebbero, di fronte alla paura, non avere più paura.
I popoli potrebbero, di fronte all’aggressione, rialzare la testa che da secoli non riescono ad alzare.
I popoli potrebbero, di fronte alle catastrofi, riscoprire di essere fatti di uomini e donne portatrici di umanità.

L’industria in crisi radicale, mentre genera una disoccupazione di proporzioni mondiali, prepara anche l’avvento di una nuova tecnologia che sembrerà il paradiso in terra, ma vi inietterà l’inferno nelle vene.

15
dic
08

In USA, i fondi per la disoccupazione stanno finendo

In questo articolo del New York Times, dicono che trenta stati sono a rischio di insolvenza nei prossimi mesi; Indiana e Michigan hanno già finito i soldi e se li fanno prestare dal governo federale…

Thirty states are at risk of having the funds that pay out unemployment benefits become insolvent over the next few months, according to the National Association of State Workforce Agencies. Funds in two states, Indiana and Michigan, have already dried up, and both states are borrowing from the federal government to make payments to the unemployed.




 

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